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Un nuovo fronte per la cura dell’Artrosi
Un gruppo di ricerca dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna ha scoperto come “spegnere” le proteine che contribuiscono a provocare l'artrosi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Arthritis and Rheumatism, è stato realizzato in collaborazione con l'Università di New York e grazie al contributo dell'Università di Bologna e della Fondazione Carisbo.
La cartilagine (il tessuto che ricopre le articolazioni) può essere il bersaglio di molte patologie reumatiche, tra cui l'osteoartrite. Nei pazienti che ne soffrono, la cartilagine articolare si frammenta in superficie, si assottiglia, il numero delle cellule che la costituiscono si riduce e molto spesso compaiono dolore e disabilità. Considerata per lungo tempo una malattia degenerativa da usura della cartilagine legata ai processi dell'invecchiamento, a fattori di rischio quali il sovrappeso e traumi pregressi delle articolazioni e a fattori genetici, l'osteoartrite è stata recentemente collegata anche a cause diverse: un'importante componente infiammatoria è alla base dei meccanismi che portano alla distruzione della cartilagine. Controllare l'infiammazione può quindi significare prevenire o curare l'osteoartrite. Un importante sistema di controllo dell'infiammazione è rappresentato da una serie di proteine che si trovano dentro le cellule cartilaginee. Il gruppo di ricerca di Andrea Facchini, del Laboratorio di Immunologia e Genetica dell’Istituto Rizzoli, ha dimostrato, tramite sofisticate tecniche di biologia molecolare, che spegnendo a livello genico il sistema di attivazione di queste proteine vengono fermati importanti meccanismi infiammatori, responsabili del danno della cartilagine. Non solo: viene anche “corretta” la tendenza delle cellule cartilaginee osteoartritiche a perdere le caratteristiche di quelle normali, impedendo così che maturino impropriamente verso cellule dall'aspetto ipertrofico e destinate alla morte cellulare.
"Questa scoperta - spiegano gli esperti dell’Istituto Rizzoli - può indirizzare verso lo sviluppo di farmaci in grado di inibire selettivamente alcune funzioni delle proteine al fine di riparare la cartilagine danneggiata dall'osteoartrite e verso lo sviluppo di metodi per ricostruire la cartilagine danneggiata e per la produzione di tessuto cartilagineo sano".
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